A Maratea, una cittadella dal sapore antico dove fascino, bellezza e semplicità, “catturano” lo sguardo di quanti hanno avuto il piacere di scoprirla, stupisce il gran numero di Chiese esistenti sul territorio. Nella religione cristiana, la fede è stata sempre fonte di vita parrocchiale, in tale realtà i fedeli si avvicinano più alla vita cristiana e civile. A Maratea le prime chiese vennero costruite nel XII secolo, la più antica è la chiesa di San Vito.
Le fondamenta di questa fede, a Maratea, sono da ricercare nell’impegno profuso dai sacerdoti e dalle congreghe che tramandano di padre in figlio la devozione per la Madonna. Sono molto sentite le feste religiose, rivolte alla Madonna dell'Addolorata, del SS. Rosario, arricchite dai tridui, dalla musica e dalle processioni.
Si avverte, in ogni angolo e in ogni abitante di Maratea, una fede sincera e profonda, per San Biagio, Santo Patrono di questo antico popolo di pescatori. San Biagio ha educato ed inculcato nella popolazione una profonda riflessione nella preghiera e nella presenza di Dio, parte della vita quotidiana di ogni buon cristiano. Guardando la sublime statua a mezzo busto, ogni matareota sembrerebbe instaurare con San Biagio un rapporto sovrannaturale, una sorta di “Estasi Divina” raggiunta per intercessione del Santo Patrono. Nella vita quotidiana dei Marateoti, è presente San Biagio, in ogni abitazione c’è la sua icona sacra e in alcune famiglie, viene gelosamente custodito un fazzolettino imbevuto di “Manna”, da stringere al cuore nei momenti di gioia e in quelli di dolore e di bisogno.
Alla fede religiosa espressa sin dai tempi più antichi dai "marateoti" e al senso religioso che dava significato alla vita, si devono i numerosi monumenti, le chiese, i conventi, le grotte e i tanti frati e sacerdoti dei secoli scorsi. Nelle numerose cappelle e chiese, diffuse sul territorio si nota un numero elevato di affreschi, da cui si intuisce l'arte e la religiosità popolare. Particolarmente diffusi affreschi e opere in rilievo dedicate alla Madonna, da cui si evince una particolare devozione - mediatrice di tutte le grazie.
Nell’anno 1943, giungono a Maratea i Missionari Oblati di Maria Immacolata che portono in preghiera la popolazione "marateota", in seguito, avvolti dalla fede profonda alla Madonna indissero iniziative religiose culturali e ricreative. Nell’anno…….. i Missionari Oblati per motivi a noi ignoti vengono destinati altrove e la parrocchia consegnata a Don Vincenzo Iacovino, ormai diventato una colonna portante per un cammino spirituale e un punto di riferimento per i fedeli e per i bisognosi. Il Parroco Don Vincenzo Iacovino, nonostante le difficoltà per le vastità territoriali di Maratea, è riuscito con incontri e preghiere a riunire le Associazioni, le Congreghe e la cittadinanza tutta, abbattendo definitivamente una sorte di appartenenza alle diverse parrocchie.
|
|