Al fine di comprendere la realizzazione di tale opera, riportiamo il nostro pensiero nell’anno 1941.In tale anno, per volontà del benemerito e concittadino Cav. Biagio Vitolo, fu' elevata sul monte San Biagio, una “Croce Monumentale” in pietra. Tale opera voleva essere una lode per i nostri soldati, di ritorno vittoriosi dalla guerra, anche se tale vittoria non si ebbe.La croce, realizzata in pietra e cemento governò dall’alto la città di Maratea, per ben venti anni. Al susseguirsi di questi anni il concittadino Conte Stefano Rivetti di Valcervo, volle omaggiare la popolazione marateota con una statua battezzata “Cristo Redentore”. Il 4 settembre del 1963, il conte Stefano Rivetti di Valcervo, comunicò tale omaggio al sindaco di quel periodo, Cav. Gaetano Tripodi. Il Consiglio Comunale con parere favorevole in data 14 novembre 1963, dette inizio ai lavori. La croce, che per venti anni aveva dominato sulla cima del monte San Biagio, venne smontata, e fu ricostruita, su di una collinetta denominata “Sopra La Grotta” nelle vicinanze del Centro Storico. Il Redentore – fu realizzato con una struttura formata da un traliccio di cemento armato rivestito dal manto modellato di colore bianco, con uno spessore di 20 cm, l’altezza pari a mt. 22,10. Il Cristo Redentore fu ideato dal Prof. Bruno Innocenti, che la terminò nell’anno 1965. L’imponente opera, modellata e creata, diventò la seconda nel mondo dopo quella di Rio De Janeiro. Il Cristo Redentore è visibile da tutto il “Golfo Di Policastro”, tale arte, nell’incanto e nella volontà del Conte Stefano Rivetti di Valcervo, ha richiamato un numero incalcolabile di persone, suscitando enorme stupore. Il Redentore è veramente un orgoglio per Maratea, perché i “marateoti” hanno visto nascere sul monte San Biagio (circa 640 mt. sul mare), di fronte all’antico Santuario, il colossale monumento che costituisce ammirazione e incontro; che con le braccia protese verso l’alto accoglie mirabilmente tutti nella realtà della fede.Non vi è persona, che percorrendo il “Golfo Di Policastro” non alzi lo sguardo sull’antica Maratea e non si senta attratta e invitata a salire sopra la gloriosa cima per constatare la bellezza e la realtà di questa immensa opera, che col passare dei giorni va sempre di più assumendo il riconoscimento e il carattere di una indiscussa internazionalità.
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